ALIMENTARE I PAPPAGALLI CON GLI ESTRUSI

Cosa sono gli estrusi e vantaggi nel loro impiego.

dott. Gino Conzo DVM

Già da svariati anni sono comparsi sul mercato dei nuovi alimenti per uccelli: gli estrusi. A prima vista appaiono come delle “crocchette”, molto simili agli analoghi mangimi tanto utilizzati nell’alimentazione dei cani e dei gatti. Si tratta di alimenti formulati specificamente per le esigenze nutritive dei volatili, contenendo all’interno di ciascun granulo gli elementi nutritivi necessari ai fabbisogni alimentari degli uccelli. Com’è noto una buona parte delle patologie dei pappagalli è dovuta a cattiva alimentazione, tanto che i veterinari aviari concordano nel ritenere la malnutrizione una delle principali cause di mortalità degli psittacidi in cattività. L’alimentazione basata sui semi secchi, infatti, è sbilanciata in numerosi elementi nutritivi e molto spesso porta a stati carenziali, talora molto gravi.

Non sempre risulta semplice integrare l’alimentazione tradizionale basata sui semi con gli appositi integratori presenti in commercio, anche perché il pappagallo sceglie, all’interno della miscela, i semi che più gli aggradano che, generalmente, sono quelli più grassi. Un tipico esempio è rappresentato dai semi di girasole, molto amati da tutti i pappagalli, ma eccessivamente calorici tanto da condurre, in breve tempo, a degenerazione epatica oltre che ad evidenti stati carenziali (prima fra tutti l’ipovitaminosi A). In queste condizioni i pappagalli risultano spesso vittime di infezioni batteriche o micotiche anche banali, ma che in un organismo debilitato dalle carenze alimentari possono divenire facilmente letali.

Sfortunatamente proprio i semi di girasole sono quelli più rappresentati nelle miscele commercializzate per i pappagalli. Un altro inconveniente delle miscele di semi è che queste veicolano spesso germi potenzialmente patogeni per gli uccelli, causando infezioni che possono essere dannose per i volatili ed in particolare per i nidiacei. Molte perdite osservabili nel periodo embrionale o neonatale sono imputabili proprio a queste infezioni. Analogamente a quanto si è verificato nei cani e nei gatti, anche nei pappagalli alimentati con estrusi si è osservata una drastica riduzione delle malattie metaboliche.

Gli estrusi vengono preparati a partire da farine vegetali (di cereali e legumi) sottoposte al processo di estrusione, una particolare lavorazione ad elevate temperature sotto pressione, che consente di cuocere ed agglomerare le farine iniziali dando a ciascun granulo la forma e la dimensione desiderata. Poiché i tempi di lavorazione sono piuttosto brevi, le alte temperature non determinano perdita significativa di elementi nutritivi che comunque possono essere integrati durante la lavorazione. L’estrusione permette di ottenere un prodotto sicuramente esente da contaminazioni microbiche e decisamente più digeribile. Il ridotto contenuto in acqua li rende meno aggredibili da muffe e batteri aumentandone la conservabilità nel tempo. Inoltre, grazie a questa tecnica di lavorazione, è stato possibile realizzare mangimi specifici per le esigenze di determinate specie, inglobando nel prodotto gli elementi di cui necessitano.

Sono stati ideati, ad esempio, estrusi a basso tenore di ferro (per Tucani e Maine), altri specifici per Lori e Lorichetti, per Pappagalli Africani, per Are e per Amazzoni, altri ancora ipocalorici per pappagalli obesi, proprio come avviene nell’industria degli alimenti per cani e gatti.

Un altro non trascurabile vantaggio dell’impiego degli estrusi è che mancando gli scarti (quali sono ad esempio i gusci dei semi) se ne avvantaggia l’igiene del locale ospitante gli uccelli e le relative operazioni di pulizia.

La diffusione degli estrusi in Italia.

Sebbene tutti questi vantaggi facciano pensare che gli estrusi siano un alimento ideale, la loro diffusione in Italia non è così ampia come in altri paesi. Probabilmente ha giocato a sfavore di questi alimenti il fatto che i primi estrusi introdotti nel nostro paese non erano della migliore qualità. La qualità dei prodotti presentati dalle varie case produttrici, infatti, è differente così come può essere differente la qualità di un pastone o di una miscela di semi. Un altro fattore che viene considerato molto negativamente è il costo del prodotto. Se paragonato ad un eguale quantitativo di miscela di semi il prezzo pagato per l’acquisto di un kg di estruso è mediamente più elevato. Tuttavia, se si considera che il quantitativo di estruso è totalmente edibile, a differenza di quanto avviene nei semi i cui gusci non vengono, ovviamente, consumati, non vi è poi una significativa differenza di prezzo, tenendo anche conto che non vi è bisogno di integrare la dieta con prodotti vitaminici, già contenuti negli estrusi. L’appetibilità dell’estruso è un altro fattore determinante per il suo utilizzo ed anche in questo caso si osservano delle differenze tra i vari prodotti in commercio. Con dei semplici accorgimenti, descritti in seguito, è possibile, tuttavia, convertire alla nuova dieta anche il volatile più riluttante. C’è, inoltre, chi guarda con sospetto agli estrusi considerandoli un alimento “innaturale” rispetto ai cibi consumati in natura dai pappagalli. A parte il fatto che gli estrusi delle migliori marche sono costituiti da materie prime di ottima qualità e strettamente d’origine vegetale (l’unico costituente d’origine animale può essere l’uovo), c’è da dire che in natura i pappagalli di sicuro non consumano miscele di semi secchi, ma piuttosto una grande varietà di cibi d’origine vegetale (semi immaturi, foglie, gemme, germogli, fiori, radici, frutti) e, talvolta, piccoli invertebrati.

Come scegliere i migliori estrusi.

Attualmente vi sono in commercio diverse marche di estrusi i cui prodotti apparentemente sembrano tutti simili. Per renderli più graditi ai pappagalli vengono prodotti in forme e colori differenti e sono aromatizzati con varie essenze. Sarebbe opportuno scegliere estrusi che siano colorati con sostanze coloranti naturali, piuttosto che artificiali. E’ senz’altro preferibile, poi, scegliere estrusi che non contengano conservanti artificiali (ethoxyquin, BHA, BHT), potenzialmente dannosi per l’organismo.

Vi è da dire che le migliori case produttrici si avvalgono di propri centri di ricerca al fine di perfezionare i loro prodotti ed immettere sul mercato estrusi di qualità sempre migliore. Sfortunatamente si tratta, generalmente, di ditte d’oltreoceano e sul costo finale incide, senza dubbio, la spesa per l’importazione di questi prodotti.

L’alimentazione degli Psittacidi basata sugli estrusi.

Basare l’alimentazione sugli estrusi vuol dire comprendere questi alimenti nel 70% della dieta. A queste condizioni non occorre fornire integratori alimentari. Il restante 30% della dieta può essere coperto da un misto di legumi e cereali cotti, pastone di buona qualità, frutta, verdura, germogli, erbe prative, biscotti, pane secco ed anche piccole quantità di semi secchi (in particolare grano saraceno, miglio, panìco). Fornire questi cibi in associazione agli estrusi è di fondamentale importanza in quanto stimola l’appetito e la naturale curiosità dei Pappagalli, rendendo loro la vita captiva sicuramente meno monotona.

Molti pappagalli accettano prontamente gli estrusi; in altri casi può essere davvero arduo convertirli al nuovo cibo. Un buon sistema per far accettare il nuovo cibo è quello di fornirlo regolarmente, in apposita mangiatoia, per tutto il giorno levando dalla gabbia l’usuale miscela di semi. Questi ultimi verranno riproposti per un paio d’ore alla sera per essere successivamente rimossi. In questo modo i pappagalli potranno eventualmente nutrirsi dei semi alla sera, ma cominceranno ad assaggiare gli estrusi riconoscendoli come cibo e nei giorni successivi ne mangeranno in quantità sempre maggiore. Con questo accorgimento è possibile, in genere, convertire i pappagalli alla nuova dieta nel giro di una settimana. Questa variazione graduale dell’alimentazione è molto importante; una variazione brusca della dieta può risultare deleteria e, comunque, determinare notevole stress nel pappagallo.

 

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